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Ass. Civiltà Contadina : Cibo per la mente
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Inviato da Alberto il 9/6/2008 22:02:11 (196 letture)
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Civiltà Contadina è presente a Milano martedì 10 giugno al gazebo di Cibo per la Mente con una rappresentanza del gruppo di Bergamo composta da Giambattista Rossi, Consigliere nazionale, e Adalberto Salvatore Sironi, Segreteria Soci, per un incontro dalle 18 alle 19, in via Mercanti 2. Segue intestazione della locandina di presentazione.
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Orizzonti della biodiversità : La soia fa male
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Inviato da Annasan il 4/6/2008 13:42:24 (297 letture)
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Vorrei segnalarvi un paio di articoli che ritengo attendibili sui danni provocati dal consumo di soia sotto qualsiasi forma. La soia non è mai stata usata come alimento dagli antichi asiatici, se non quando hanno trovato il modo di farla fermentare, riducendo certi fattori dannosi. Ne consumano comunque in proporzioni molto ridotte, ed è solo perchè la integrano con carne e pesce, ricchi di minerali, che ne limitano i danni.. Negli articoli vengono smentiti tutti gli effetti miracolosi, ed evidenziati i forti danni che essa provoca. Pare che il boom della soia sia dovuto ad un interesse puramente speculativo dei grandi produttori agricoli, trovandosi con un vegetale che è necessario nelle rotazioni delle colture per fissare l' azoto nel terreno, ma il cui impiego è limitato, non essendo adatto per l' alimentazione nè animale né umana. Gli articoli: www.medicinenon.it/soia.htmwww.disinformazione.it/eccitotossine.htm
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Eventi : SEMINARIO BIODIVERSITA', ENOGASTRONOMIA E PRODOTTI TIPICI
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Inviato da nadnac il 4/6/2008 13:34:50 (224 letture)
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Partirà giovedì 5 giugno la tre giorni interamente dedicata ai temi della biodiversità, della enogastronomia e dei prodotti tipici. Il ciclo di incontri sarà teso a illustrare e capire il valore della biodiversità nello sviluppo rurale, le strategie politiche e di marketing da attuare per un opportuno recupero dei prodotti tipici, con particolare riferimento alla zona matesina, e il ruolo della montagna mediterranea e del Matese.
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Ass. Civiltà Contadina : Coltivare la salute con l'Orto Giardino Terapia (Garden Therapy)
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Inviato da Alberto il 20/5/2008 14:20:00 (400 letture)
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Il gruppo locale Val Marecchia - Uso di Civiltà Contadina "Cavdel" presenta Coltivare la salute con Orto Giardino Terapia (Garden Therapy) 5 - 6 luglio 2008 Tutti possono creare un angolo verde: in giardino, sul balcone, in casa. Ma forse non tutti sanno che si possono utilizzare questi piccoli spazi per stare meglio. Grazie ad una scelta oculata delle specie, si possono alleviare stress e tensioni. Piante da toccare, da annusare, da guardare, da mangiare, che attirano le farfalle: - piccoli gesti solo per noi stessi,
- una sorta di oasi felice dove trovare e ritrovare il contatto con se stessi e con la natura.
Temi affrontati: - Basi teoriche della Orto Giardino Terapia: benefici ottenibili.
- Per ogni esigenza la sua pianta: piante che stimolano l’olfatto, la vista, il gusto, l’udito, il tatto.
- Le piante che attirano gli animali: piante per insetti, uccelli, mammiferi.
- Il giardino dei bambini.
- Il giardino degli animali.
- Gli spazi utilizzabili per avere un proprio “giardino”.
- Creiamo una piccola oasi (ogni partecipante avrà una piccola pianta da accudire).
Presentazione “Tutto ciò che può accadere ad un giardino può accadere all’anima e alla psiche: troppa acqua, troppo poca, cimici, caldo, tempesta, inondazioni, miracoli, morte, rinascita, grazia, guarigione. Mentre curano il giardino le donne tengono un diario, su cui registrano i segni di vita e di morte. Nel giardino ci esercitiamo a lasciare vivere e morire i pensieri, idee, preferenze, desideri e perfino amori. Piantiamo, strappiamo, seppelliamo. Dissecchiamo i semi, li seminiamo, li sosteniamo. Il giardino è un esercizio di meditazione per capire quando è tempo per alcunché di morire. In giardino si vede arrivare il tempo del godimento e quello della morte. In giardino ci si muove con e non contro le inspirazioni e le espirazioni della più grande Natura Selvaggia” (C.P. Estés, “Donne che corrono coi lupi”)
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Ass. Civiltà Contadina : VI Edizione de " Biodiversità in Erba"
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Inviato da Alberto il 6/5/2008 10:35:59 (430 letture)
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Comunicato Stampa. Il gruppo locale, Coordinamento dei salvatori di semi Alta Brianza- Vallassina di Civiltà Contadina organizza, con il concorso di diverse associazioni, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Erba, la VI Edizione de " Biodiversità in Erba" due giorni di parole-azioni-suoni in difesa della terra. VI Giornata della Civiltà Contadina. Sabato 17 maggio e Domenica 18 maggio presso Villa San Giuseppe in via Ugo Foscolo 23, località Crevenna, Erba (CO). Questo il programma: Sabato 17 maggio, ore 14.30 Presentazione del Progetto Orto di Pace e Biodiversità "Piantare in asso" a cura degli insegnanti e dei bambini della Scuola Primaria dell'Istituto Onnicomprensivo "G. Segantini" di Asso. Ore 19.00 Musica unplugged con i Potage, a seguire Cena condivisa vegetariana e biologica, ciascunno porti qualcosa. Domenica 18 maggio ore 11.00 Presentazione del libro "Per la Terra" a cura dell'autore, Giuseppe Moretti, esponente della Rete Bioregionale italiana. Ore 15.00 i salvatori di semi incontrano i giardinieri critici, conversazione-dibattito tra Michela Pasquali di Critical Garden e Teodoro Margarita di Civiltà Contadina. Ore 17.00 "Risparmio energetico nella nostra alimentazione quotidiana" con l'esperto Sergio Introini. Per tutti i due giorni scambio di piantine e di sementi di varietà antiche o autoriprodotte. Per maggiori informazioni: tel. 3396225872 -Teodoro Margarita- mail: fructidor@libero.it Quest'anno siamo particolarmente fieri per la partenza, finalmente, del progetto a cui tutto il Coordinamento teneva tanto, ovvero l 'Orto di Pace presso la Scuola di Asso, saranno i bambini a prendersi cura delle diverse varietà scovate e messe in salvo dai seedsavers, ovvero, passiamo il testimoni ai più piccoli e , nel contempo, coinvolgiamo una fascia più larga della popolazione in questa nostra ricerca e recupero delle varietà tradizionali. Abbiamo ricevuto il consenso pieno degli Organi Scolastici, Dirigente in primis, e contiamo di continuare l'iniziativa per i prossimi anni dando così continuità e corpo ad un percorso. Questo senza nulla togliere agli altri nostri graditi e qualificati ospiti ciascuno dei quali ha una storia personale o di gruppo da raccontare, vi invitiamo quindi a trascorrere con noi, in questo bel luogo che è il Parco di Villa San Giuseppe questo fine settimana, troverete semi e piante e ,meglio ancora, sarete felici di scambiare con altri, curiosi ed amanti quanto voi, le belle e profumate varietà della tradizione, d'altronde è proprio organizzando giornate come questa che il nostro Gruppo locale , a sua volta moltiplica e diffonde quanto ci arriva da tutte le valli del Nord Italia. Un caro saluto e un arrivederci ad Erba, dunque. Teodoro Margarita
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Eventi : Della moria di api non si parla mai abbastanza
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Inviato da Alberto il 5/4/2008 11:38:25 (553 letture)
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L'apicoltura italiana piange le sue api morenti e ringrazia per questo micidiale risultato l'agricoltura chimica. Un altro duro colpo alla biodiversità e ai terreni ma anche agli umani che se ne accorgeranno degli effetti sia di questa moria sia dei veleni sparsi nell'aria che si respira tutti, non solo le api.
8 APRILE: APICOLTURA ITALIANA IN PIAZZA (4 aprile 2008) LegAmbiente e U.N.A.API. indicono per martedì 8 aprile dalle ore 11 alle ore 13 a Roma davanti al Ministero dell’Agricoltura, via XX settembre 20, un sit in degli ambientalisti e degli apicoltori italiani colpiti nuovamente dalla pestilenza delle contaminazioni chimiche conseguenti all’ingiustificabile e crescente utilizzo in agricoltura di molecole neurotossiche, neonicotinoidi che, ancora una volta nella primavera del 2008, nelle pianure del nord ovest d’Italia stanno spopolando gli alveari e che ne appestano campagne e ambiente. Decine di migliaia di alveari delle zone coltivate a mais, dove impera la siccità e dove le api si abbeverano di rugiada contaminata, quest’anno non produrranno più miele perché saranno state uccise, in ciascuna famiglia, decine di migliaia di api di campo, ubriacate e incapaci di ritornare alla loro arnia. Una produzione agricola che contribuisca alla difesa dell’a ambiente è possibile: agli agricoltori debbono essere proposti mezzi tecnici e modalità tecnologiche produttive che siano eco compatibili e che non comportino costi sociali e ambientali. Spetta alle pubbliche autorità, agli uffici comunitari e in Italia ai Ministeri della Salute e dell’Agricoltura, assicurare e garantire la mancanza di rischi di sorta e la massima compatibilità ambientale delle molecole chimiche utilizzate per coltivare. Le procedure pubbliche in uso sono inadeguate per valutare e monitorare la effettiva pericolosità delle gran quantità di insetticidi irrorati e utilizzati nei nostri campi e, infatti, anno dopo anno si verificano fenomeni sempre più gravi di moria e di spopolamento degli allevamenti apistici italiani. Il danno per i cittadini e per gli agricoltori rischia di divenire doppio! Si spende di più per l’acquisto del seme e dei prodotti fitosanitari e si rischia domani di raccogliere meno perché l’azione di impollinazione fatta dagli insetti è insufficiente. Le api sono una vera e propria sentinella ambientale. Per raccogliere un chilo di miele visitano milioni di fiori e ettari ed ettari di territorio. Questo le rende particolarmente sensibili a tutti gli inquinamenti. Gli apicoltori si sono accorti per primi di quello che sta accadendo e dicono al mondo agricolo. attenzione: queste nuove famiglie di insetticidi costituiscono un problema grave per tutti, ma prima di tutto sono un problema per gli agricoltori stessi. Se vogliamo mantenere la fertilità dei terreni non dobbiamo lasciar prevalere un modello produttivo che rischia di trasformare in un deserto anche la terra più fertile e ricca di forme vitali. Pur consci che siamo nel pieno del massimo impegno di lavoro primaverile negli apiari chiediamo agli apicoltori tutti di partecipare numerosi e di testimoniare in visibile e riconoscibile “tenuta apistica”, con i loro affumicatori fumanti, maschere, bidoni e con simpatiche e creative allegorie che illustrino il dramma degli alveari, per dire all’opinione pubblica e ai nostri amministratori che quanto è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere è inaccettabile. Lo scempio deve finire, deve finire subito, ed è ora che chi ci amministra sappia assumere responsabilità e decisioni, come ha già fatto la Francia. E’ necessario, è possibile che, finalmente, sia responsabilmente scelto e deciso di:* dare ascolto al drammatico allarme e alle molteplici testimonianze degli apicoltori italiani e voler finalmente prendere atto della moria delle api e di tutti gli insetti utili causati dall’uso senza sufficienti precauzioni della chimica in agricoltura; * sospendere d’urgenza l’autorizzazione d’uso delle sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica, quantomeno per tutte le colture visitate dagli insetti impollinatori e utili; * aggiornare, sia in Italia, sia nella U.e., anche in campo agricolo le procedure per una vera ed efficace valutazione di impatto ambientale, sia precedente che successiva all’autorizzazione d’uso, delle sostanze chimiche che vengono copiosamente immesse nell’ambiente. 4 aprile Francesco Panella - presidente U.N.A.API.
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Ass. Civiltà Contadina : Fondi per la conservazione tolti alla conservazione
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Inviato da Alberto il 14/3/2008 11:14:13 (422 letture)
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Conservare biodiversità dentro all'azoto liquido è vera conservazione? No, questo non lo dico io ma gli stessi laboratori che lo fanno, ammettendo che può essere solo un'attività complementare a quelle tradizionali. Ma finora quasi tutti i fondi che io conosca che sono stati messi a disposizione della "conservazione complementare" e solo le briciole agli agricoltori per la conservazione in campo. Tanto meno alle associazioni. E continuando a fare della complementarietà con i pochi finanziamenti per la conservazione ce ne saranno sempre meno per le prospettive di conservazione in campo. di seguito la notizia a cui mi riferisco.
http://www.agi.it/food/notizie/200803121041-eco-rt11032-art.html
(AGI) - Firenze, 12 mar. - Tutelare la biodiversita' ed evitare la scomparsa di un importante patrimonio vegetale, fatto di specie, forme selvatiche e antiche varieta'. E' la "criobanca dei semi" che Firenze si candida ad ospitare come sede italiana. I ricercatori dell'Ivalsa, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree di Sesto Fiorentino, stanno sperimentando da alcuni anni la tecnica della crioconservazione e ne stanno valutando l'applicazione alla collezione di agrumi della Villa Medicea di Castello, iniziata da Cosimo I de' Medici. "La crioconservazione - ha spiegato Maurizio Lambardi, ricercatore del Ivalsa, nell'ambito di una lettura all'Accademia dei Georgofili - consiste nel conservare in azoto liquido, a -196 C, una ampia varieta' di organi vegetali, quali semi, gemme ed embrioni, bloccandone lo sviluppo attraverso un completo arresto del metabolismo delle cellule. Un metodo che da' garanzia di preservare la biodiversita' vegetale per un tempo praticamente illimitato, senza rischi di contaminazione, a basso costo e in uno spazio assai limitato.
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Ass. Civiltà Contadina : Convegno Workwshop - Biodiversità, un'idea, una scuola un territorio
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Inviato da Alberto il 3/3/2008 13:50:00 (511 letture)
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7 marzo 2008 - Maccarese (RM) - Ore 9.00 La biodiversità è un patrimonio inestimabile che si sta progressivamente perdendo in tutto il mondo. Per sempre. Con la perdita di biodiversità si perdono per sempre anche sapori originali o piatti tipici particolari, principi attivi per la cura di malattie e varietàdi piante più rustiche e meno attaccabili dai parassiti, animali splendidi per carattere ed istinto, saperi di una cultura contadina millenaria che ha abitato le nostre campagne italiane.
L'Istituto Tecnico Agrario "Leonardo da Vinci" organizza questo convegno workshop con l'obbiettivo di contribuire alla conoscenza dei problemi legati alla biodiversità rurale ed ambientale e a sviluppare nel territorio una connessione tra figure diverse: agricoltori, semplici appassionati di orto familiare, studenti, ricercatori, ecc., uniti nella stessa impresa: preservare i valori genetici e la grande diversità colturale italiana.
Per visionare il programma dell'incontro clicca sul link "leggi tutto"
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Orizzonti della biodiversità : ARCA NOE' DEI SEMI 'SALPA' IL 26 FEBBRAIO
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Inviato da Alberto il 24/2/2008 22:08:06 (639 letture)
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(ANSA) - ROMA - Dopo anni di preparazione l'Arca di Noe' dei semi e' pronta, non a salpare ma ad aprire i battenti. Il piu' grande deposito al mondo della biodiversita' iniziera' infatti ufficialmente la sua attivita' martedi' 26 febbraio. Nel corso della cerimonia, migliaia di varieta' di colture da tutto il mondo saranno messe nella struttura a sicurezza intrinseca, scavata nel permafrost artico, nel lontano arcipelago norvegese delle Svalbard. L'iniziativa, frutto della collaborazione del governo norvegese e del Global Diversity Fund (Fondo Mondiale per la diversita' delle colture), proteggera' centinaia di milioni di sementi. Il deposito e' strutturato per resistere a qualsiasi tipo di calamita', e far ripartire l'agricoltura dopo disastri naturali o causati dall'uomo. La costruzione del deposito di e' stata finanziata dal governo norvegese, mentre il Fondo Mondiale per la Diversita' delle Colture fornira' il supporto per il mantenimento operativo del deposito, cosi' come i fondi per la preparazione e il trasporto dei semi dai paesi in via di sviluppo al sito. La Banca Genetica Norvegese dirigerà la struttura e terra' un database pubblico dei campioni conservati. (ANSA).
In giro per la rete però si sta dilatando l'informazione che il finanziatore principale di questa arca delle sementi è la Fondazione Rockefeller, insieme a Monsanto e Syngenta, due colossi del geneticamente modificato, e la Pioneer Hi-Bred, che studia OGM per conto della multinazionale chimica DuPont. Al gruppo s'è recentemente unito Bill Gates, l'uomo più ricco del mondo. Ce ne informa William Engdahl, collaboratore del Global Research e autore del libro "Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation", che afferma disilluso: "Quella gente non butta soldi in pure utopie umanitarie".
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Orizzonti della biodiversità : La biodiversità è essenziale per la sopravvivenza dell’uomo
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Inviato da Alberto il 24/2/2008 22:03:06 (574 letture)
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ROMA. Aprendo oggi i lavori della tredicesima riunione dell’Organismo sussidiario di consulenza scientifica, tecnica e tecnologica alla Convenzione sulla diversità biologica (Cdb), il direttore generale aggiunto della Fao James G. Butler ha detto che «La biodiversità è essenziale per la sopravvivenza dell’uomo e dei suoi mezzi di sussistenza, dobbiamo preservarla per le generazioni future. Allo stesso tempo occorre un’azione correttiva urgente che affronti l’inaccettabile livello di fame e povertà rurale nel nostro piccolo pianeta».
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